LA FAVOLOSA STORIA DELLA CERTOSA DI PADULA

La favolosa storia della Certosa di Padula e delle sue Grancie è un documentario che abbiamo realizzato per Territorio s.p.a., all’interno del progetto Servizi innovativi per l’attivazione di reti collaborative, nazionali ed internazionali, per la gestione integrata del sito UNESCO – PO FESR Campania 2007-2013 Obiettivo Operativo 1.9. Il professor Antonio Bixio ha coordinato la realizzazione del video.

L’obiettivo era raccontare un bene monumentale, avvicinando il pubblico alla fruizione di un importante patrimonio culturale. E per un sito così speciale – dal 1998 è sotto la protezione dell’Unesco – abbiamo pensato di costruire un viaggio nella storia e nell’architettura del luogo mescolando linguaggi diversi.

Con le riprese aeree e tradizionali ci siamo soffermati sullo scenario e sui dettagli del sito; con il fumetto (affidato, tra l’altro alla prestigiosa firma di Giulio Giordano, autore in forze alla Bonelli) abbiamo tratteggiato angoli caratteristici della Certosa, per raccontare come funzionavano le cose un tempo: la Certosa non era solo la dimora dell’ordine di San Lorenzo, ma un vero e proprio punto di riferimento, anche commerciale, per la comunità locale. Al 3D, integrato con il reale, abbiamo affidato il difficile ruolo di cicerone.


Sono due i personaggi a cui abbiamo dato vita, ispirandoci alla storia vera della Certosa e dei frati che l’abitarono. Padre Sacco è un sacerdote realmente esistito, colto archeologo che passò una vita a disegnare le architetture della Certosa, tramandandone abitudini e ambienti in un’opera voluminosa ricca di aneddoti e dati storici. Per frate Guglielmo abbiamo osato un po’ di più!

Vogliamo raccontarvi come abbiamo realizzato i nostri avatar. Frate Lorenzo ci farà da modello.

Per costruire un personaggio 3D la prima fase è quella del character design. È il momento in cui il nostro avatar prende forma: si parte da una serie di schizzi, si passa allo storyboard disegnato a mano, per concludere poi con il disegno digitale.

Quale tratto della personalità suggerirà un certo dettaglio fisico? E come rappresentiamo quella particolare spigolatura del carattere? Il nostro personaggio è simpatico? Quel sopracciglio alzato renderà giustizia alla sua saggezza? C’è poi una ricerca che riguarda gli abiti e gli oggetti che il personaggio indosserà. Per frate Guglielmo l’abito è stato disegnato a partire dalle illustrazioni storiche sull’ordine monastico che abitava la Certosa di Padula.

A questo punto è arrivato il momento di costruire l’avatar. Le fasi successive sono quelle di modellazione, texturing e animazione. La pelle dell’avatar è stata “texturizzata”: perché il volto risulti credibile, alla pelle del viso sono state assegnate rughe e piccoli difetti. Gli abiti sono stati dipinti in digitale con le caratteristiche (trama, spessore, morbidezza, colore, luminosità) del tessuto prescelto. 
Per dipingere in maniera così dettagliata il personaggio si fa ricorso all’unwrapping: la texture viene svolta, lavorata in piano e poi riavvolta in 3D.

Per animare il volto di frate Guglielmo abbiamo fatto ricorso al motion capture facciale. Sul volto dell’attore che gli ha prestato la voce, abbiamo applicato tanti punti di riferimento, i marker.

Il software riconosce questi nodi e li cattura, ricostruendo così in digitale il movimento del viso. Ma prima di arrivare alla versione definitiva del volto di frate Guglielmo i tecnici dell’animazione hanno lavorato a lungo sul modello, semplificandolo e modificando manualmente. Per animare il corpo di frate Guglielmo abbiamo fatto ricorso al rigging. Dopo aver osservato a lungo i movimenti dal vivo dell’attore, l’animazione è stata applicata manualmente al personaggio, lavorando sui bonces, sullo scheletro del personaggio.

È arrivato a questo punto il momento di passare al compositing. È questa la fase in cui, sovrapponendo livelli diversi, si cerca l’integrazione maggiore possibile tra il virtuale (nel nostro caso frate Guglielmo) e il reale (le meravigliose ambientazioni della Certosa di Padula che abbiamo ripreso).

Questo lavoro si è così innestato con le altre fasi di lavoro sul documentario, dalla ricerca storica, alla stesura del testo, dalle riprese alla composizione della colonna sonora, fino al montaggio e all’editing finale.

Se vi abbiamo incuriosito, qui sotto potrete trovare un piccolo spot del documentario e alcune gallerie che ripercorrono backstage e fasi della lavorazione. Buon viaggio nella Certosa di Padula!