Matera 15/19 – TITLE SEQUENCE

La title sequence è stata realizzata per il primo episodio del documentario Matera 15/19, prodotto dalla Open Fields Productions con la regia di Fabrizio Nucci, Alessandro Nucci e Nicola Rovito. Il documentario è stato ideato come un percorso nella trasformazione di Matera e della Basilicata nel periodo che va dal 2015 al 2019, anno in cui la Città dei Sassi sarà Capitale Europea della Cultura.

La title sequence avrebbe dovuto anticipare alcuni dei temi legati all’indagine che il documentario a puntate svilupperà. Quando la produzione Open Fields Production ci ha chiesto di realizzare l’intro al film, lo abbiamo così immaginato come un breve viaggio.

Sei le scene realizzate, scegliendo immagini e simboli capaci di richiamare temi, problematiche e peculiarità, un viaggio anche solo accennato nel bello e nelle contraddizioni della regione. Le stesse che, guardando al futuro come opportunità, la produzione Matera 15/19 vuole raccontare.

Le scene sono state realizzate con la supervisione dell’artista visuale Silvio Giordano.

La tecnica utilizzata è quella del tracking video, con la sovrapposizione delle camere virtuali al reale. In ognuna delle cinque scene c’è un oggetto tridimensionale modellato ex novo e inserito nelle riprese del reale. I software utilizzati: Premiere, 3D Studio Max, After Effects, Mudbox, Fume Effects.

 

[il concept]
[le sei scene della title sequence]

La valigia è quella che Vito ha riempito di poche cose prima di lasciare Matera e andare in Germania a lavorare. È la valigia di migliaia di emigranti che a metà del secolo scorso hanno lasciato il Mezzogiorno in cerca di lavoro, tra Nord Europa e America: c’è chi è tornato, c’è chi ha scelto di restare lì a mettere radici. Ma è anche la valigia di chi oggi sceglie di lasciare la Basilicata per seguire le rotte globali del sapere e della conoscenza. Oggi come allora percorrere quelle rotte significa portarsi dietro (e dentro) il posto della propria identità.

La valigia è stata ripresa in reale, le nuvole sono state ricostruite in 3D, la città di Matera è stata modellata in 3D

Raccogliere un cardo è una sfida: ha fiori bellissimi, ma è ricoperto di spine. Per questo è un arbusto che richiama alla solitudine e, secondo alcuni vecchi testi, a una certa inclinazione alla misantropia. L’aspetto ruvido e apparentemente robusto lascia intuire che queste piante abbiano dovuto lottare contro l’ostilità del suolo. Come certe donne che prima di raggiungere la consapevolezza della propria bellezza devono combattere persino contro se stesse e qualche volta resistere in ambienti ostili.

Le piante di cardo sono state riprese in reale; su questo vidoe è stato inserito il corpo della donna completamente modellato e animato in 3D

Uno dei temi più controversi legati alla conoscenza della Basilicata, se la si vuole indagare tra passato e futuro, è l’utilizzo del suo patrimonio energetico. La Lucania è una regione ricca di acque e natura, di vento e risorse minerarie del sottosuolo. Lo sfruttamento di parte di questo patrimonio, in particolare petrolio ed energia eolica, incide sul paesaggio e irrompe nel dibattito sul futuro della comunità locale. È un tema da cui non si può rifuggire nel progettare il domani della regione e il suo rapporto con l’ambiente, la cultura e il lavoro.

Il volto dell’uomo e la barba incolta sono stati scolpiti in 3D e sono stati poi composti con lo sfondo del paesaggio reale

Il Maggio di Accettura è una delle feste popolari più conosciute della Basilicata, un esempio di tradizione capace di replicarsi ogni anno. Il rito nuziale e propiziatorio (un cerro di alto fusto viene unito in “sposalizio” con la cima di un agrifoglio) comincia nei boschi, qualche settimana prima della scalata e coinvolge tutta la comunità nella preparazione, secondo regole di comportamento che i più anziani custodiscono e tramandano. Così l’identità locale rinasce di stagione in stagione, proprio come un germoglio custodito in un vaso colmo di terra.

Il vaso in terracotta è stato ripreso dal vivo, il “maggio” e le persone protagoniste della scalata sono state ricostruite e animate in 3D

Quante mani avranno modellato e scolpito i rosoni che frastagliano qua e là le chiese della parte vecchia di Matera. Con arte e sapienza hanno inciso forme attraverso cui far filtrare la luce, che già abbonda su tutta la città. Quel segno architettonico ritorna in varie forme nelle costruzioni locali, intagliato nella pietra bianca che regge case e chiese. Una pietra, il tufo, in cui è scavato il cuore di Matera. È la pietra delle comunità cresciute in terre calde, tra le gravine; comunità solide come la pietra.

Il rosone è ritratto in un’immagine fotografica ed è stato traccato al corpo della donna modellato e animato in 3D

L’amore di Vito e Lina Volpe è cresciuto a distanza, lettera dopo lettera, coltivato dalle parole di cura e affetto che entrambi hanno affidato a cartoline e fogli di carta lasciati viaggiare tra Matera e la Germania, dove Vito ha lavorato a lungo come operaio prima di tornare a Matera. Anni dopo, attraverso queste lettere conservate gelosamente, possono raccontare la storia del loro amore diventato una famiglia.

La busta è stata modellata in 3D e poi composta con le cartoline e le le lettere d’epoca e il video reale di Matera al tramonto

[di seguito un piccolo estratto della title sequence]
[le fasi di realizzazione e compositing della scena]

 

La valigia è stata ripresa in live action circondata dai marker, necessari al successivo tracking dell’oggetto. Successivamente la città di Matera (modellata in 3D) è stata “inserita” nello scomparto vuoto della valigia. Il terzo passaggio è quello dedicato al lavoro sulle maschere: è in questa fase che tutti i livelli della composizione vengono sistemati nel giusto ordine rispetto a ciò che si dovrà vedere e che cosa invece sarà nascosto. L’oggetto tridimensionale, inoltre, viene agganciato all’oggetto reale così da seguirne il movimento (tracking). Nel compositig, con un lavoro complessivo sulla scena, tra color correction e inserimento di altri elementi grafici, si arriva al risultato finale.