SPACEWATCHING OUR PAST | documentario

Negli ultimi dieci anni c’è stato un grande sviluppo della relazione tra le tecniche di telerilevamento e l’archeologia: grazie all’enorme set di dati oggi a disposizione, gli scienziati possono elaborare informazioni sul nostro passato e arrivare, così, a una più profonda conoscenza del presente.

Il documentario SPACEWATCHING OUR PAST propone una rassegna dei principali lavori di ricerca portati avanti dai ricercatori dell’IMAA e dell’IBAM CNR di Tito Scalo (PZ) utilizzando il telerilevamento e tutte le più recenti tecniche di raccolta e analisi dei dati (tecnologia satellitare, LiDAR, georadar, analisi dei crop marks) che permettono agli archeologi di individuare le tracce di antiche civiltà in maniera non invasiva.

La tecnica del LiDAR permette di rilevare tracce di antichi edifici al di sotto della vegetazione, grazie all’emissione di un fascio di impulsi laser che “impattano” sulla superficie e la cui risposta sul suolo viene letta ed elaborata. L’animazione realizzata vuole restituire in maniera intuitiva questo processo.

È stato ricostruito il villaggio medievale di Cisterna, un borgo sorto nei pressi della città di Melfi (PZ) durante il regno di Federico II e che ebbe vita molto breve. Le tracce di questo aggregato urbano sono emerse proprio grazie all’applicazione delle tecniche di rilievo, prima di procedere all’eventuale attività di scavo.

 

Il documentario Spacewatching our past, presentato in anteprima a Matera in occasione della Notte dei ricercatori 2018, è una sorta di excursus, breve ma ricco di informazioni, sulle nuove possibilità di analisi che la tecnologia mette a disposizione per comprendere le tracce del passato.

Si dice che la tecnica del telerilevamento e dell’osservazione satellitare siano quasi paragonabili allo “sguardo di Dio”: tutto è visibile, anche segni apparentemente generici e privi di senso che, invece, raccontano molto del passaggio dell’umanità in un luogo.  È il caso dei crop marks, segni  sul terreno, collegate alla reazione della vegetazione rispetto alla presenza di rovine nel sottosuolo, e la cui densità varia con il cambiamento delle stagioni.

Ma di raccolta e interpretazione dei dati si parla anche per quanto riguarda il georadar e per tutte le tecniche di indagine collegate all’ispezione elettromagnetica (tecnica usata dal CNR IBAM – IMAA di Tito, per esempio, nell’individuazione di alcune piramidi  straordinariamente conservate in Perù).

Software utilizzati:  Autodesk 3ds Max,  Autodesk Mudbox, Photoshop, Adobe Premiere Pro, Adobe After Effects.

 

  • diretto e prodotto da effenove s.r.l.s.
  • cliente: IMAA – CNR
  • in collaborazione con con IBAM – CNR
  • computer grafica 3D e motion graphics: effenove s.r.l.s.
  • collaborazione alla modellazione: Mariangela Salvia
  • camera: Roberto Lacava
  • camera UAV: Antonio Pecci
  • musica e sound design: Vittorio Arleo